La Voglia che germina. PossederLa. Animalescamente, in piedi, appoggiata alla cassa panca. Trasferirsi sul lettone. E sia quel che sia!

|
19 Dicembre 2005 12:20 pm
20 visualizzazioni |
|
|
Cate si avvicina con me all’angolo delle sue cose, trucco, profumo, goielli e vestiti. Sono qui un po per gioco ma non posso fare a meno di diventare ficcanaso, e’ sempre stato piu forte di me. Mi piace giocare tra autoreggenti, calze, camicette e reggiseno altrui, e sentire il profumo su di me. Certo, anche il sesso ha problemi estetici? Come Cate, eddai !?!? Poni uno strafigo, gran bel corpo, si spoglia davanti a te, tu lentamente con lui e .. ti viene vicino lentamente con il calzini!?!?! Esplode tutto, basta, finito, andiamo a farci una bruschetta con del rosso. Ecco, anche li, rosso. Mica puoi farti una bruschetta con del bianco? Anche la birra e’ un disastro. Anche se poi e’ rosso tenuto in frigo fatto con il bastone, ma regge la scena. Almeno visivamente tiene. Oppure, andare verso un uomo, fermarti, sfidarlo, lasciarti scivolare il vestito, metterti in ginocchio davanti a lui continuando la sfida, devi avere il vestito giusto, tacchi, ma lui non puo essere vestito cosi come capita. Non regge, non tiene la scena, e’ come un barbaresco vuotato in una scodella. Mi piace tanto questo vestito, Cate, te lo metti per me? Un nero lungo, molto sexy, molto semplice. Senza intimo Cate, oppure mutandine leggerissime, lasciati aggiustare i capelli. Per gioco o per non so cosa, ti metti anche le scarpe con tacchi molto alti che si materializzano da chissa’ dove. Sei molto bella Cate, un filo di perle intorno al collo sarebbe perfetto. Clod si materializza per caso o come chiamato sulla porta. Indossa semplici pantaloni neri ed una bella camicia bianca, ancora sbottonata. Il nodo della cravatta e’ ancora da fare, la tiene intorno al collo. Mi guardi strana e in silenzio ti muovi lentamente e verso di lui, e … si Cate, la scena tiene, piano cosi, mi muovo di lato per guardarti da una angolazione diversa, sei perfetta Cate. Ti fermi e lo guardi a lungo in silenzio mentre lasci semplicemente cadere il vestito. No Clod, fermo, non parlare, non fare nulla!!
Lentamente in ginocchio davanti a lui, estrai il suo membro ed incominci semplicemente a baciarlo, lentamente, a giocarci con una lentezza esasperante. Sei perfetta, semplicemente perfetta, lasci i suoi occhi per i miei. Sei veramente un incanto Cate .. piccoli baci lenti, perfetta. |
|
|
10 Dicembre 2005 5:03 am
15 visualizzazioni |
|
|
Ieri, venerdì del Ponte dell’Immacolata exTrasgressione, programmata giornata sfibrante.
Si sono addormentati veso le tre, Cate era sfinita (basta, ci penso io; Clod, mannaggia, non ci riesco a venire così, mi fai impazzire, e Lui desidera tanto tornare nella Sua Topina, solo quella, nn fa niente, ho goduto tantissimo, dormiamo un po’). Sveglia verso le otto, Cate vuole scaricare, positivamente(!), il suo maschietto, rimuovergli quella patina antipatichina, nervosetta, residuo dell’inappagamento, che lui non vuole ammettere; gli serve pacifico, devono percorrere parecchi km in auto: Clod alla guida non si aggiudicherebbe il nobel per la pace. Colazione “festiva”, cappuccino, croissant, miele e mirtilli. Si inizia. Incursione in paese. Pratiche burocratiche, ospedale, capatina in negozio per acquisto regalini griffati, prosciugamento del bancomat, partenza. Entro le otto di sera devono rientrare, sistemarsi, altri km 30, cena con copiia di amici. Il giro natalizio degli Antenati. Duecento chilometri, quattro siti, più un centro commerciale per la spesa, il capriccio stivalesco e telefonico. E’ andata, è risultato un paio sopranumerale di stivaletti per Clod. Al ritorno in autostrada, Cate lo accarezza, lui reagisce, lei si slaccia la cintura di sicurezza, bascula sorprendendo Clod. Alle 9 pm sono a casa degli amici. Casa. In realtà un museo-galleria d’arte, in edificio d’epoca, affreschi ai soffitti, mobili antichi, dipinti e sculture e tappeti, nel quale vivono i loro raffinati ospiti. La cena, un locale chic, trascorre con leggerezza, il non frequentarsi da quasi due anni non aveva minimamente scalfito la spontaneità dei dialoghi. La recente confessione di Clod a Cate (durante la tua assenza, è vero, siamo stati, insomma, ci siamo frequentati con R.) non ha minimamente perturbato la serata. Nessun imbarazzo, una certa insistenza con R. da parte in Clod relativamente alla rinnovata unione con Cate. Non si rendono conto di essere rimasti ultimi avventori (chissà da quanto?), la cucina è spenta, il personale è in fondo, verso l’uscita, in cortese cazzeggio attesa del congedo. Fuori, ancora due parole, ancora una sigaretta, azz, domani dobbiamo aprire le attività, e vero, andiamo acasa, però non attendiamo altri due anni per rivederci! Al ritorno, Cate: hai speso un sacco di soldi! Clod: è vero, però siamo di nuovo vivi! Questa mattina si sentono al telefono: Cate: sto bene, nn mi sento stanca, anzi. Clod: anch’io, ci fa bene, ci eravamo abbruttiti, non indietreggeremo! |
|