Scarpette rosse
Perchè non possiamo, non dobbiamo dimenticare.
C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro, quasi nuove: sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco.
C'è un paio di scarpette rosse in cima a un mucchio di scarpette infantili a Buchenwald.
di ciocche nere e castane a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas.
C'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini.
Più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perché i piedini dei bambini morti
non crescono.
C'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.
JOYCE LUSSU
Anche i suoi piedini
Esibirsi 3 (finale)
Andiamo via, di corsa, sono eccitata e felice, andiamo sul lungo lago.
Michele vuole salire sulla murata del porto, c’è un via vai incredibile e per salire bisogna “scalare” delle pietre, per forza di cose devo far risalire un po’ la gonna e fare qualche mossa strana.
Michele è dietro di me, davanti a me gente che vuole scendere, un signore anziano con la canna da pesca in mano mi guarda negli occhi poi il suo sguardo scende e mi vede sotto mentre scavalco una pietra. Lo capisco perché sento i suoi occhi su di me, io arrossisco ma anche lui, allungo il passo, ma scivolo lui mi aiuta mi sorregge e mentre lo fa mi dice: “complimenti signora, grande
spettacolo”.
Mi vergogno, ma sono troppo eccitata, mi sento bagnata, i miei capezzoli sembrano due chiodi. Michele da dietro mi aiuta. Quando siamo sulla murata, Michele mi si affianca e mi abbraccia, gli dico del signore, lui è eccitato, visibilmente eccitato, ma anche lui mi racconta, mi racconta che quando sono scivolata, lo spettacolo del mio sedere nudo è stato molto apprezzato da lui e da alcuni ragazzi che adesso sono dietro di noi.
Non ce la faccio più, sento la mia eccitazione salire, i miei umori scendere sulle mie gambe, le mie guance sono rosse come non mai, mi fanno male i capezzoli, non ce la faccio più, dentro di me si alternano paura, vergogna, eccitazione. Michele continua a parlarmi ad incoraggiarmi, ma non resisto:
- torniamo indietro ti prego, andiamo via,
Nei miei occhi lui legge le mie voglie, la mia eccitazione.
Voglio sentirmi toccata, voglio toccarlo, voglio baciarlo, voglio fare l’amore, voglio sentirlo dentro di me, ho voglia, una voglia forte, violenta, selvaggia, ti prego amore andiamo via.
Mi fa scendere dalla murata andiamo verso il parcheggio, lungo la strada ci baciamo come due ragazzini, la sua lingua nella mia bocca, il suo cazzo appoggiato alla mia pancia, sulla mia gonna tracce di umidità, la mia fighettina è inzuppata, le mie cosce bagnate, non resisto.
Arriviamo alla cassa del parcheggio c’è una coda infinita, no Dio mio no, non resisto lo guardo lui mi guarda, entriamo nel bagno in fianco alla cassa.
È un bagno piccolissimo, che da direttamente nel parcheggio, quando entriamo la gente ci guarda insospettita, seccata, eccitata, invidiosa, non mi interessa, sento solo una voglia infinita. Appena dentro chiudiamo, lui mi alza la gonna, mi carezza dolce ma io lo voglio dentro subito, non servono preliminari gli abbasso i pantaloni e Lui è li pronto, duro caldo mi struscio contro, lui mi alza mi appoggio con la schiena al muro e lui entra dentro di me, forte, duro a fondo. È come una scossa, il mio corpo vibra, brividi partono dalla schiena scendono giù, si concentrano li, lui spinge forte, mi
bacia, con una mano mi sorregge e con l’altra mi accarezza le tettine, mi strizza i capezzoli, mi fa male ma mi piace, è bello.
Dai spingi forte forte fino in fondo, ooooooh che bello che bello, si può forte più forte.
Oddio Michele vengo, vengo, vengo, vengooooo mi bacia per non farmi urlare e vengo, vengo subito, vengo forte, il mio corpo vibra, la mia testa vola, non c’è più ritegno sono solo carne, voglia, umori. Un orgasmo lungo che mi fa tremare, che fa vibrare il mio corpo, vorrei chiudere Michele dentro di me, lo stringo forte tra le mie gambe.
Che bello, ti amo ti amo ti amo Michele, lui mi sostiene, rallenta ma non esce, il mio corpo si sta rilassando. Non ce la faccio più, sono stanca, vuota, felice, lui è li con tutta la sua voglia ancora da sfogare, ma sono troppo stanca, Michele mi guarda e sorride contento, capisce.
- non preoccuparti, mi dice, adesso sistemiamoci un po’, andiamo a casa perché fra un poi figli tornano dagli scout e poi ........ stasera continuiamo.
Ci sistemiamo un po’, ma è difficile togliere le tracce del piacere dal mio viso, dal mio corpo, dai miei vestiti. Fuori la gente ci guarda uscire, occhiate, commenti, sguardi invidiosi, di accusa, di complicità, di invidia chi lo sa, non mi interessa, non mi interessa niente.
Michele fa la coda alla cassa, io non sto lì con lui, mi avvio verso la macchina, mentre scendo nel parcheggio, sulle scale, incontro il pescatore a braccetto con una signora, forse la moglie, lui mi guarda mi sorride io gli sorrido, sono sicura che lui ha capito, forse anche lei, quando entro nella
sala del parcheggio lui si gira e mi schiaccia l’occhio, mi fa piacere.
Michele arriva, entriamo in macchina e ci avviamo a casa, sono stanca e felice mi appoggio a lui, il sole ormai sta scendendo ma è una serata bellissima, sembra che tutto attorno, la natura sappia della mia gioia perché tutto mi sembra più bello, felice, colorato, chiudo gli occhi e piano piano sento gli occhi chiudersi, l’ultima cosa che vedo è il bozzo di Michele povero è ancora li tutto eccitato.
È si mi sa che stasera sarà una bella sera, forse sarà meglio trovare una scusa per mandare i figli a dormire dai nonni, ma questa è un’altra storia, ci penserò dopo adesso ..…. la radio canta una musica dolce, i Pink Floyd mi avvolgono nel loro sogno, sono felice e penso che in fondo oggi non è stato un Sabato pomeriggio così noioso come credevo, ti amo Michele ti amo tantissimo.
Ah, una cosa, non mi sono ancora rimessa le mutandine bisogna che me le metta prima di arrivare a casa sennò ....
Esibirsi 2 (continua)
- Togliti gli slip mi dice, nessuno vedrà nulla, forse, ma io e te lo sapremo e sarà un pomeriggio interessante.
- Cosa ? Ancora la tua fissa di mostrare, far vedere, vedere le reazioni della gente? Tu sei fissato, mi vergogno, no non mi va!!!
- Vedi ogni volta che proviamo a fare un passetto più in la, ti tiri indietro e poi mi dici che ti annoi, per forza!!! In fondo cosa ti costa? Non ti ho chiesto di metterti nuda in piazza o mettere foto su internet!!
È arrabbiato, cambia CD, adesso ascolta The Doors, è musica dura, ti entra dentro, parla di cervelli in tempesta, un po’ ha ragione, in fondo cosa mi costa? È un gioco, solo un gioco e poi me lo sta chiedendo lui, lui mi ama, non mi giudicherà male, anzi. Il rock è rabbioso, scalda, c’è silenzio fra noi in auto, solo rock duro, entriamo in galleria, lo guardo, lui mi guarda, mi alzo dal sedile, infilo le mani sotto la gonna e …. in un attimo il tanga è nelle mie mani e glielo faccio dondolare sotto il naso.
L’auto sbanda, lui è lì, così a bocca aperta,
- ehi sta attento, guarda la strada!!!
Lui rallenta, allunga una mano e verifica, controlla che davvero io sia nuda sotto la gonna, non sa più cosa dire e fare, deve guidare ma vorrebbe fermarsi, il suo pacco cresce di volume.
È finita la galleria, il sole mi scalda le gambe, ma non c’è ne bisogno mi sento un caldo tutto attorno, lui è felice mi dice un sacco di cose dolci e belle.
Usciamo dalla tangenziale, ed entriamo in paese, la coda, come al solito, macchine in fila gente a piedi a dx e sx, il primo parcheggio è esaurito, il secondo anche, ma lui non perde la pazienza, come al solito, va verso il terzo e intanto continua a d accarezzarmi la coscia e ad alzarmi la gonna, speriamo di arrivare presto se no mi spoglia in macchina. Il terzo parcheggio ha spazio, entriamo, scendiamo al 1 livello, al 2 secondo, lui ha le mani sul volante, lo guardo, guardo il suo bozzo è sempre li, allora decido di giocare e mentre lui guida io comincio ad accarezzarlo, è duro, eccitato, lui mi chiede di smettere, deve guidare, ma io non mollo mi piace sentire che è eccitato per me continuo ad accarezzarlo, lui sta facendo manovra per parcheggiare, fa fatica ma io continuo la mia opera alla fine riesce a parcheggiare. Vorrei continuare ma arrivano subito altre macchine allora mi fermo, tutti e due siamo accaldati nonostante il condizionatore, occhiata allo
specchietto, radio in borsa, ci guardiamo, ho paura a scendere, l’idea di girare senza mutandine in mezzo ad un sacco di gente mi spaventa un po’. Lui mi guarda mi sorride, capisce mi incoraggia e poi mi bacia.
- Sei bellissima, sei eccitante, oggi faremo diventare matto qualcuno mi sussurra nell’orecchio, il suo fiato caldo nell’orecchio mi fa venire i brividi.
Apro la portiera, nella macchina accanto una signora sta scendendo, la mia gonna è stretta, nello scendere apro un po’ le gambe e la signora strabuzza gli occhi e poi si gira di la, oddio sono senza mutande!!! Anna stai attenta a come ti muovi. ………. Cominciamo a passeggiare, nessuno intorno a noi nota nulla, ma io mi sento strana, Michele mi abbraccia e camminiamo assieme, mi sento accaldata ed eccitata. Entriamo nel centro del paese, c’è un sacco di gente, non so perché ma mi sento osservata come se tutti sapessero, se tutti vedessero, mi stringo ancora di più a Michele che mi chiede come va. Sono eccitata e preoccupata gli dico, lui ride sotto i baffi.
Cominciamo a guardare le vetrine, mi scappa l’occhio c’è un signore dietro di noi, mi sta guardando, sono sicura guarda proprio me, forse in controluce lui ha visto.
- Spostiamoci dai, quel signore mi sta guardando, in controluce mi vede che sono nuda, dai andiamo via di qua.
Ci spostiamo, il signore ci segue, sento i suoi occhi sul mio corpo, sono spaventata, si avvicina, sono spaventata ma eccitata, lui ci si affianca ma tira dritto, ffffffiu è solo un turista un po’ anziano in cerca di vino, spaghetti e souvenir ............ in fondo un po’ mi spiace.
Ci prendiamo un gelato, Michele vuole sedersi, ma le panchine sono tutte occupate, ci sediamo sul bordo di un’aiuola, Michele si alza, si allontana, cosa fa? Ritorna, mi guarda, si avvicina e mi dice che lo spettacolo è meraviglioso.
Porca vacca, mi posiziono meglio, lui ride e mi dice di non preoccuparmi, non si vedeva quasi niente.
Mi guardo attorno, un gruppetto di ragazzi e ragazze vicino a noi ridono spensierati, non hanno visto nulla, ma c’è una coppia proprio di fronte a noi, il lui mi guarda fissa, non stacca gli occhi dalle mie gambe, la lei mi guarda ma con uno sguardo “cattivo” di rimprovero come a dirmi ........
Mi sento in imbarazzo; Michele mi guarda e mi dice se voglio andare via.
- Si andiamo via dai,
Michele si alza mi da la mano per aiutarmi e mi dice,
- Fagli un regalo su?
- Un regalo? A chi?
- A quello li, indicandomi con la testa il ragazzo della coppia, è li che sbava, dai fallo, per me.
Mi rialzo ma facendolo apro un po’ le gambe, sento gli occhi del ragazzo, salire sulle mie gambe ed arrivare li, mi sta guardando, ha visto, io mi sento calda ed imbarazzata ..... ma a lui cade il gelato dal cono. (continua)
Esibirsi
Amo da sempre la letteratura erotica, e la rete è un posto dove se ne trova, sia di bella che di brutta, eccitante oppure meno, scritta bene o da scalzacani. Sembra che internet abbia scatenato la passione del racconto erotico, donato l’ispirazione artistica a uomini e donne, casalinghe ed idraulici.
In questo mio girovagare ho incontrato, purtroppo solo virtualmente, una scrittrice, geograficamente molto vicina a me, almeno così mi ha fatto capire, che aveva scritto alcuni racconti che, secondo me, erano carichi di un erotismo molto intrigante, forse perché vicino alla mia storia, alle mie esperienze ed ad alcune delle mie fantasie.
Il suo nick era “Angie” ed i suoi racconti sono, o almeno lo erano, consultabili su uno dei siti di scrittura erotica più noti. Uno di questi racconti mi era piaciuto particolarmente ed allora lo metto qua, a vostra disposizione, sperando di non infrangere regole editoriali, ma non credo di aver visto copyright.
Esibirsi (prima parte)
Sabato pomeriggio, settembre, fa ancora caldo, ma l’estate è ormai al termine.
- Cosa facciamo oggi, in giro per centri commerciali?
- Uffa che barba.
Siamo soli, io e Michele, i figli sono impegnati, Michele mi chiede:
- perché non andiamo a fare un giro al lago?
- Si dai si può fare, finisco di sistemare la cucina e mi preparo.
Mentre faccio la doccia penso a noi, sposati da quasi 15 anni, due figli, posizione sociale discreta, una bella casettina, insomma cosa c’è che non va?
La noia, l’apatia, da un po’ di tempo ci siamo chiusi, ci si annoia.
Anche il giro di oggi al lago, arriveremo la, bisognerà mettersi in coda per parcheggiare, il centro sarà affollatissimo dopo qualche minuto lui comincerà a sbuffare e …….
Uffa, speriamo che non sia così, quasi quasi mi vesto sexy chissà che magari
….
Mio marito comincia a chiamarmi:
- sei pronta? Ci sei?
Un attimo di pazienza, cavolo, mi sto vestendo.
Cosa mi metto?
Allora gonna di lino, tipo etnico corta ma non troppo, mi piace è stretta stretta e mette in mostra il mio culetto dopo tutti i sacrifici fatti per dimagrire, rassodare,ecc. e poi, in contro luce, è quasi trasparente.
Sotto un tanga micro, non voglio si vedano segni.
Sopra reggiseno che mi aiuti un po’ perché insomma, le mie tettine sono un po’ scarsine, sensibili ma piccine, e camicetta da lasciare un po’ aperta, un filo di trucco, una collana di corallo che gioca sui miei seni, sandali aperti, una pettinata veloce ai miei capelli da maschietto e poi la prova specchio.
Mmmmmm non male, interessante, carina, forse non sono ancora da buttare via, a quasi 40 anni mi sento bella, in forma, mi sento donna!
Quando Michele mi vede, mi guarda, mi riguarda e fischietta felice, forse ho fatto colpo. Lui, come al solito non ha puntato sul sexy, bermuda maglietta xxl per coprire la pancetta e sandali. E’ un po’ così, con la sua calvizie, la pancia, i baffi ma mi piace, lo amo è il mio uomo.
Partiamo, in macchina i Dire Straits, ci tengono compagnia. Michele continua a guardarmi le gambe, guardando meglio i suoi bermuda, c’è un bozzo strano proprio là, mmmmm buon segno?!!
Entriamo in tangenziale e Michele comincia a complimentarsi con me dice che sono sexy e bella, io mi schernisco ma lui insiste e mentre guida comincia ad accarezzarmi una gamba, io mi metto a ridere ma mi sto eccitando, lui in risposta alle mie ritrosie mi dice che conosce un sistema per cui sarei
sicuramente sexy, quale gli chiedo? (continua)
