Clod ha ridotto le navigazioni fankazzistiche, e si limita, nell’ambito pruriginoso, alla consultazione del diario di U-DUO, evita perfino di accedere a leclubprive: “tanto siamo impossibilitati, perché farci male da noi medesimi?”
I Ragazzi ed una loro amica lettrice trattano in contemporanea l’Argomento: l’inculata, accesso secondario al paradiso dell’eros ?!?
La pulsione irrefrenabile al commento, frenata dal timore di adescare ignari navigatori qui da noi, l’idea di sloggarsi: “ottima, ma poi come rientro, chisselaricorda la password?”.
E allora vai col commento casalingo, freschi freschi di sperimentazione.
“…Ti eri accomodata a cavalcioni, la Tua, nostra, posizione preferita, il mio dito lambiva la Rosellina, estremamente malleabile. Inarco le falangi, allontanando leggermente la mano. Fai tutto da sola. Attonito, mi rendi spettatore di una doppia penetrazione. I Tuoi movimenti, funzionali al Tuo piacere, stimolano il contatto tra l’asta e i polpastrelli. Sono immobile, godo dei Tuoi ansimi, dei miei recettori sensoriali e delle immagini di un vissuto che vorrei replicare. Resisto tenace allo stimolo dell’orgasmo, percepisci e sfili entrambi, resti sospesa. Mi guardi negli occhi. Impugni l’asta, la verticalizzi. Mi guardi negli ochhi. Io non faccio nulla, immobile. Scendi lentamente. Godo del Tuo sguardo immorale, dei Tuoi ansimi lascivi, delle rinnovate stimolazioni sensoriali. Riprendi a muoverti, eretta, lo sguardo fisso nel mio. Prendi la mia mano, la conduci alla Tua vagina. Dilatata e digiuna.”

Depurato delle concrezioni morali (sodomiti!, chi lo pratica è un culattone!) e del traslato (mi hanno inculato all’esame!, te lo metto nel culo! ), l’atto sessuale come noi lo pratichiamo è semplicemente funzionale al piacere. Lo pratichiamo sporadicamente ed esclusivamente quando è lei che lo desidera. Come nel caso citato sopra non si tratta neppure di sottomissione della femmina, anzi. Dbbiamo ammettere che, forse proprio perché non ne percepiamo le sottili implicazioni cerebrali, preferiamo il coito in vagina, abbinandol’introduzione di falangi nell’ano, in attesa del futuro acquisto di lattice anatomico, o, meglio, dell’organico apporto di un fantasmatico amico.